A volte la primavera fa i dispetti, si fa attendere, per poi scoppiare all'improvviso in una splendida giornata di sole, dalle temperature addirittura estive. Con la primavera si risveglia in te quel desiderio di vita, di evasione, di aria aperta. La tua stanza non ti basta più, le sue mura sembrano comprimerti e ti precipiti ad aprire la finestra, per cercare almeno uno spiraglio, una via di fuga per i tuoi pensieri; ma quello spiraglio non ti basta. Decidi di uscire di casa. Vaghi un po' a zonzo... poi ti ritrovi quasi per caso in un grande prato e i ricordi iniziano ad impossessarti di te. Ti ricordi quando tu e lui andavate a passeggio, e arrivati in quel prato staccavi il guinzaglio, concedendogli la libertà. Cerchi un angolino un po' in disparte del prato, ti siedi. Quanto ti manca! La gente passando non molto distante da te ti da un'occhiata, per poi fortunatamente proseguire dritto, alleviando la tua sensazione di disagio. Raccogli qualche fiore lì vicino a te, lo guardi, lo annusi, poi lo getti via.
Ad un certo punto una voce interrompe la tua quiete:
«Garçon! Garçon! Garçon!».
"Garçon?! Non significa ragazzo?!", un pensiero ti inquieta, "con chi ce l'avrà?", è una voce femminile. "Con me? No... non può essere...", finalmente decidi di girarti. Tra te è quella voce, in bilico tra i propri desideri è l'immancabile senso del dovere... il dovere dell'obbedienza, uno splendido esemplare di border collie è fermo a guardarti.
«Garçon! Garçon! Garçon!», "è il cane che chiama, quindi...", pensi, "che strano nome da dare ad un cane". Ti rigiri, sperando che il cane ritorni dalla sua padrona e finalmente quella voce cessi di urlare. Raccogli un altro fiore e ti metti ad odorarlo, quando, non molto distante dal fiore, vedi spuntare un muso. "Garçon! Ma che ci fai qui?", una strana sensazione di benessere sembra impossessarsi di te. "Ma quanto sei bello!", getti il fiore e ti metti ad accarezzarlo, "come gli piace!". Poi capisci che può bastare così... vedi Garçon ritornare dalla sua padrona e finalmente smetti di sentire la voce urlante.
"Io ti pensavo e..." strani pensieri vagano nella tua mente, "e tu hai fatto in modo di farmi capire che tu ci sei sempre!".
Ti rialzi... godendoti quegli ultimi intensi attimi di felicità. FINE
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