venerdì 20 gennaio 2012

005 Partorirò silenzio

Ormai il mio piccolo essere taciturno non è poi così piccolo. Senso di stanchezza, nausea e dolori all'addome hanno preso il sopravvento. Sopratutto quando sento la necessità di dover dire qualcosa. Quando ci provo lui inizia a tirarmi calci. Anche se è ancora un feto, quel piccolo essere già mostra di avere un certo caratterino dalle tonalità dominanti.
Con grande fatica cerco di buttar giù qualche riga.
A volte maledico il giorno nel quale è stato concepito.
Non è che io lo volessi... ma è capitato... un tragico evento del destino; il prevalere di un'indomabile voglia che ha abbindolato la ragione.
Era notte.
Tutto taceva intorno a noi e sdraiati sulla spiaggia, abbracciati, guardavamo le stelle. Poi non ricordo molto di cosa sia successo. I nostri corpi nudi si sono uniti senza che ce ne accorgessimo.
Per quanto possa sembrare strano, è andata proprio così. Il piacere si è diffuso nel mio corpo, lasciando un senso di benessere mai provato prima. Ero felice, in quegli attimi, ero felice!
Un sogno!
Non mi ricordo nemmeno chi fosse quell'amante. Non ne ho più saputo niente.
Quando ho scoperto che quel senso di benessere non era l'unica cosa che mi ha lasciato dentro, ho stretto forte il cuscino.
Lui è l'unica cosa che mi rimane di un piacere intenso ormai assopito.
Lui è l'unica cosa che mi rimane di un sogno.
Lui è l'unica cosa che mi resta. FINE

3 commenti:

SemifreddoalCaffe ha detto...

il tuo e il mio silenzio saranno fratelli...
concepiti nello stesso modo...

Anonimo ha detto...

Antonio, sei rimasto incinto e hai addirittura partorito? Caspita!!!
Se un fenomeno!!!!
Un caro saluto. Edo

ailacoinotna ha detto...

Sem... probabilmente il mio sarà più dolce e il tuo più salato.

Ed... essì, è pericoloso chiudere gli occhi... però non ho ancora partorito.