lunedì 28 ottobre 2013

019 Amori consumati

Non è l'incapacità di risolvere, di rimettere tutto in ordine, e nemmeno il guasto di certi meccanismi, che anzi continuano a funzionare perfettamente. Spesso è solo un aspetto superficiale a spingerti a voler cambiare, ad abbandonare ciò a cui ti eri affezionato, ciò che ti aveva reso felice.
Quella sensazione di essere stati usati, quindi consumati, è solo una conseguenza di tutto ciò; ma anche questa sensazione è spesso frivola.
La verità è che vivere ti consuma, più vivi più ti consumi. La verità è che ciò che appare realmente è solo un aspetto che copre il vero valore delle cose.
Bisognerebbe lasciarsi consumare dagli eventi, come roccia che diventa sabbia, così da poter occupare qualsiasi vuoto; così da potersi mischiare al cemento e diventare qualcosa di ben più solido.
Bisogna consumarsi per potersi costruire una qualche felicità. FINE

mercoledì 9 ottobre 2013

018 Il gioco dell'oca

Sono finito sulla casella sbagliata, sono costretto a ritornare al punto di partenza, proprio quando sembrava così vicino l'arrivo. Un tiro di dado, un banale tiro di dado, sarebbe bastato a vincere; ma è uscito l'unico numero che in quel momento era bene che non uscisse. Così mi tocca ripartire da capo. Tanta fatica per nulla, verrebbe da dire; ma taccio, ho bisogno di concentrazione, il silenzio in questo è un mio fedele alleato.
Ripartire da dove? Questa è la domanda a cui devo rispondere. Dall'inizio, dalla casella numero zero; sarebbe la risposta più ovvia. Ma vale la pena ripartire quando le tue speranze di vittoria sono diventate così scarse?
Si dovrebbe sperare che anche agli altri succeda la stessa cosa, che ripartano anche loro da zero, o che ti capiti di finire sempre sulle caselle con l'oca, per velocizzare notevolmente la tua rincorsa. Mi affiderò all'oca e al dado per riuscire nella mia rimonta. Lo sai bene che le vittoria in rimonta sono le vittorie più belle, quelle più inaspettate, quelle più volute.
Però non è poi così male ripercorrere la strada già percorsa, perché ogni casella e un ricordo che ti torna alla mente, la possibilità di ritrovare qualcosa che si era perso per strada; un particolare sfuggito, che arricchisce il ricordo. Un po' come ritornare indietro nel tempo, anche se i tempi sono cambiati, e ritrovare quel desiderio di vincere, quel desiderio di vivere, che avevi un po' perso.
Mi ritorna così alla mente quel pensiero, quel pensiero che avevo quando ho iniziato a giocare... che la vita sia come un grande gioco dell'oca, che arrivare all'arrivo con il minimo numero di lanci del dado sia la massima aspirazione, ciò che rende la vita perfetta. Una vita senza infamia.
Solo che adesso quel pensiero è un po' mutato, adesso penso che non mi dispiace affatto non essere riuscito a vincere; perché una vita perfetta potrà pure riempirti di gloria, ma una vita senza sofferenze è una vita senza particolari ricordi, un filare così liscio che tutto scivola e nulla rimane. Nulla da raccontare.
Ho iniziato ad apprezzare quindi la ruvidezza delle sofferenze, delle delusioni e delle sconfitte, la fatica del dover riniziare da capo; per poi così dire che io da qui ci son già passato, io qui... ho sperato di vincere... rischiato di vincere... ma non ho vinto.
Ben venga ricominciare. FINE