mercoledì 26 settembre 2012

010 La fatica di scrivere

Scrivere a volte è proprio una vera fatica, rimani ore e ore immobile a fissare qualcosa che si rifiuta di voler prender forma; nel frattempo il tempo passa.
A volte ce ne sarebbero anche tante cose da scrivere, ma forse è proprio questo il problema, le tante cose si accumulano come tanti piccoli pezzi di puzzle, maggiore è il numero più complicato diventa la realizzazione del puzzle. Più passa il tempo più diventa difficile.
Una volta avevo un cubo, un cubo magico, un cubo di Rubik. Un piccolo puzzle a forma di cubo. I pezzi da mettere a posto erano relativamente pochi, esattamente venti, ma il bello stava che per posizionare un pezzo nella giusta posizione bisognava muovere tutti gli altri pezzi, anche se alcuni di essi erano già nella loro giusta posizione; un continuo disfare per rimettere a posto. Il trucco stava nel memorizzare una serie di movimenti che ti permetteva di mettere tutti i venti pezzi al loro posto. Una volta memorizzate le serie di movimenti, che risolvevano le possibili situazione in cui ci si poteva venire a trovare, diventava un gioco da ragazzi; con un po' di allenamento costante mi era possibile risolverlo anche ad occhi chiusi.
Anche scrivere per me all'epoca era una cosa del genere, un continuo ripetere concetti inseparabili tra loro, mischiati ogni volta in maniera diversa. Era un po' come fare musica; non servono infinite note per realizzare melodie incantevoli, il trucco sta sempre nel saperle mischiare ad arte tra di loro.
Non so cosa sia cambiato da allora, a parte che non ho più il mio cubo, forse è solo che ho dimenticato quella giusta serie di movimenti che mi permetteva di concludere un mio pensiero.
Forse ero semplicemente stanco. Stanco di pensare.
Forse più che faticoso scrivere è più faticoso pensare; pensare a cosa scrivere.
Pensare che non basta pensare per scrivere, ma poi bisogna farlo, trovare il tempo di farlo, la concentrazione necessaria. Poi alla fine non è che c'è bisogno di scrivere chissà quale trattato sulla possibile esistenza della vita fuori dal pianeta terra per trovare un po' di sollievo e soddisfazione. Solo il gesto di scrivere il più delle volte è già più che sufficiente. Almeno per me è così.
Scrivere poi non è una cosa così difficile, basta trovare un punto e girarci attorno, un po' come un girotondo, aspettando il momento giusto per buttarsi a terra, il momento giusto per essere felici che il girotondo sia finito e ne possa incominciare un altro. FINE