venerdì 20 gennaio 2012

005 Partorirò silenzio

Ormai il mio piccolo essere taciturno non è poi così piccolo. Senso di stanchezza, nausea e dolori all'addome hanno preso il sopravvento. Sopratutto quando sento la necessità di dover dire qualcosa. Quando ci provo lui inizia a tirarmi calci. Anche se è ancora un feto, quel piccolo essere già mostra di avere un certo caratterino dalle tonalità dominanti.
Con grande fatica cerco di buttar giù qualche riga.
A volte maledico il giorno nel quale è stato concepito.
Non è che io lo volessi... ma è capitato... un tragico evento del destino; il prevalere di un'indomabile voglia che ha abbindolato la ragione.
Era notte.
Tutto taceva intorno a noi e sdraiati sulla spiaggia, abbracciati, guardavamo le stelle. Poi non ricordo molto di cosa sia successo. I nostri corpi nudi si sono uniti senza che ce ne accorgessimo.
Per quanto possa sembrare strano, è andata proprio così. Il piacere si è diffuso nel mio corpo, lasciando un senso di benessere mai provato prima. Ero felice, in quegli attimi, ero felice!
Un sogno!
Non mi ricordo nemmeno chi fosse quell'amante. Non ne ho più saputo niente.
Quando ho scoperto che quel senso di benessere non era l'unica cosa che mi ha lasciato dentro, ho stretto forte il cuscino.
Lui è l'unica cosa che mi rimane di un piacere intenso ormai assopito.
Lui è l'unica cosa che mi rimane di un sogno.
Lui è l'unica cosa che mi resta. FINE

giovedì 12 gennaio 2012

004 Quando si cambia

Quando si cambia o è per accelerare o è per rallentare. Poi ci sono le frenate brusche, quelle che non ti danno nemmeno il tempo di poter scalare la marcia. Ci si ritrova fermi, e magari siccome non si può più proseguire su quella strada si è costretti a cercare una via alternativa, con il rischio di perdersi si procede con cautela, o almeno una certa saggezza lo consiglierebbe. Così scopri nuove strade, percorsi alternativi, panorami fino ad allora a te ignoti o almeno poco conosciuti. Magari ti ricordi che tu eri già passato di lì, ma erano altri tempi, era un po' tutto diverso. C'era un'alternativa che ti aveva più aggradato e tu avevi preferito scegliere quella via. Quella via ora non c'è più, o meglio è destinata a non esserci più. Verrà interrotta. Probabilmente verrà deviata verso altri luoghi.
Così mi ritrovo a ripercorrere questa strada, molto migliorata da come me la ricordassi, con un asfalto rifatto da poco; si dice che sia drenante, così quando capiterà che cadrà qualche goccia dal cielo non si allagherà, come invece succedeva su quell'altra strada.
Io ho avuto sempre un po' di difficoltà ad adattarmi ai cambiamenti, anche se ne sono sempre stato affascinato, perché ogni cambiamento porta con se la necessità di doversi adattare, quindi porta anche un cambiamento dentro se stessi, che consente di aumentare il proprio bagaglio di conoscenze.
Certo che adesso qui è tutto più tranquillo, e la cosa non mi dispiace affatto. FINE